A NAPOLI PEDALARE È UNA SCELTA POLITICA: “NON SIAMO AMSTERDAM, MA PUÒ CAMBIARE LA CITTÀ”

di  Radiobici   

Spesso gli stereotipi affondano le radici in un aspetto estremizzato ma verosimile dei nostri comportamenti; lo stereotipo riguardante Napoli, la vorrebbe una città bella e colorata ma completamente bloccata dal suo traffico, con cittadini in grado di muoversi soltanto prendendo l’auto. Le cose però stanno cambiando: ce lo ha raccontato Luca Simeone, uno degli organizzatori del Napoli Bike Festivaliniziativa che aggrega tutti coloro che si occupano di mobilità ciclistica nella nostra città. Sono tantissimi tra associazioni, produttori, distributori“.

Lo scopo, racconta Luca, è di mettere in atto una rivoluzione a due ruote. “La nostra sfida è quella di consegnare una città più bella per tutti: la parte della città sottratta alle auto, è la parte della città più bella”. Senza contare che il successo dello spostarsi senza inquinare, è anche redditizio: “C’è chi si è creato un lavoro così, offrendo accompagnamento ai turisti in bici“.

A Napoli però, non tutti sono favorevoli a questa nuova tendenza. Quando il sindaco De Magistris ha liberato il lungomare dalle automobili, una parte della città è insorta.Andare in bici oggi a Napoli, muoversi per promuovere una mobilità nuova, è una scelta politica. Si sta facendo qualcosa per cambiare il segno della città. Chi protesta per avere le auto sul lungomare difende il proprio interesse, che è quello di continuare ad avere una città caotica“. Sicuramente c’è ancora molto da fare, dal creare più chilometri di piste ciclabili all’aumentare le zone con il limite dei 30 km/h, ma una cosa è certa: non si può rimandare la scelta, “Non si può dire «Se vivessi ad Amsterdam…» Io sono a Napoli e la voglio vivere“.

Recommended Posts